Greenclaim e Greenwashing - Corso Completo

Area tematica
Green & Sostenibilità
Livello
Medio
Tempo di apprendimento
2 ore e 11 minuti

In breve

Dal 27 settembre 2026 ogni parola ambientale è sotto esame.

Il D.Lgs. 30/2026 — che recepisce la Direttiva UE 2024/825 sull'empowerment dei consumatori — ha trasformato la comunicazione ambientale aziendale in territorio normativo. Non si tratta di un aggiornamento di dettaglio: l'art. 23 del Codice del Consumo ora elenca cinque pratiche sempre vietate in assoluto, senza possibilità di prova contraria. Basta adottarle per configurare l'illecito, anche senza intento fraudolento.


Le sanzioni AGCM arrivano fino a 10 milioni di euro. Nei casi di dolo si aggiungono rilevanza penale e responsabilità dell'ente ex D.Lgs. 231/2001. Il danno reputazionale, di solito, supera la sanzione stessa.


Questo corso è nato per rispondere a una domanda precisa: cosa può e cosa non può dire oggi un'azienda sulla propria sostenibilità?



Argomenti


Mauro Lajo

Docente

Pier Giorgio Bollati

Docente

Descrizione

A chi serve questo corso

Il corso è rivolto a chi produce, approva o firma comunicazioni ambientali in azienda: responsabili marketing e comunicazione, manager ESG e sostenibilità, consulenti di comunicazione e uffici legali, Carbon Manager e professionisti della rendicontazione, imprenditori e titolari d'azienda con esposizione pubblica su temi ambientali.

Non è necessaria una formazione giuridica di base. Il corso parte dal testo normativo e lo traduce in strumenti operativi immediatamente applicabili.

Il programma

  • Inquadramento normativo

Il D.Lgs. 30/2026: struttura e meccanismo

Come è costruito il decreto e come agisce sul Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Le quattro nuove definizioni giuridicamente vincolanti introdotte dall'art. 18: asserzione ambientale, asserzione ambientale generica, etichetta di sostenibilità, sistema di certificazione. La struttura a doppio binario: pratiche valutate caso per caso (art. 21) e pratiche sempre vietate (art. 23 — la lista nera). La data di applicazione delle sanzioni: 27 settembre 2026.


  • La lista nera: 5 pratiche sempre vietate (art. 23 Codice del Consumo)

Le cinque pratiche considerate ingannevoli in ogni caso, a prescindere dal contesto e senza possibilità di prova contraria:

Art. 23 b-bis — Asserzioni ambientali generiche: "eco", "verde", "sostenibile", "rispettoso del pianeta" e simili, usati senza dati verificabili presenti sullo stesso mezzo di comunicazione.

Art. 23 b-ter — Etichette di sostenibilità autoprodotte: loghi e bollini creati internamente senza appartenere a un sistema di certificazione ufficiale.

Art. 23 d-quater — Carbon neutral da soli offset: dichiarare neutralità climatica o impatto zero basandosi esclusivamente su compensazioni, senza riduzioni reali delle emissioni.

Art. 23 l-bis — Obblighi di legge presentati come differenziali: comunicare come vantaggio competitivo o scelta volontaria ciò che è già obbligatorio per normativa di settore.

Art. 23 b-quater — Impegni futuri non verificati: obiettivi climatici futuri senza piano di decarbonizzazione validato da terze parti, con milestone intermedie documentate e metodologia dichiarata.


  • I 12 tipi di greenwashing: la matrice operativa

La tassonomia operativa sviluppata da carbonmanager.it: dodici pattern di greenwashing classificati lungo due assi — linguaggio e perimetro della claim. Dal data washing al carbon neutral washing, dai confronti scorretti alle certificazioni opache. Come riconoscere ogni pattern nella comunicazione reale e quali sono le contromisure specifiche.


  • Le 20 claim ad alto rischio

Tabella operativa delle dichiarazioni ambientali più frequenti e più rischiose: formulazione originale, profilo di rischio normativo, versione riformulata in forma difendibile. Strumento pronto all'uso per audit di comunicazione e revisione dei materiali esistenti.


  • Costruire il Claim File: il metodo difendibile

Come strutturare la documentazione a supporto di ogni dichiarazione ambientale pubblica. Il Claim File come strumento di compliance preventiva: dati di base, metodologia di calcolo, fonte di verifica, perimetro dichiarato, data di riferimento. Il test delle tre domande — quanto?, rispetto a cosa?, chi lo verifica? — come filtro operativo prima della pubblicazione.


  • Checklist anti-greenwashing: i 10 controlli prima di pubblicare

La checklist operativa in 10 punti per validare qualsiasi comunicazione ambientale prima della diffusione pubblica. Applicabile a sito web, social, packaging, comunicati stampa, investor relations e report di sostenibilità.


  • Il Carbon Manager come validatore delle claim

Il ruolo operativo del Carbon Manager nel presidio della comunicazione ambientale: verifica dei dati, definizione del perimetro dichiarativo, costruzione della documentazione probatoria, collaborazione con marketing e ufficio legale. Come integrare la funzione di compliance comunicativa nel flusso di approvazione dei contenuti aziendali.


  • Trend normativi al 2030

Il cantiere europeo ancora aperto: la Green Claims Directive (COM/2023/166) e il suo percorso di approvazione. La CSRD (Direttiva 2022/2464) e il suo impatto sulla comunicazione ambientale delle grandi imprese. Il CBAM e la tassonomia UE come riferimenti tecnici emergenti. Il quadro che si va formando per il prossimo triennio e come prepararsi in anticipo.


Cosa impari a fare

Al termine del corso sai riconoscere le claim a rischio prima che diventino un problema, riformulare le dichiarazioni ambientali esistenti in forme giuridicamente difendibili, costruire un Claim File per ogni affermazione pubblica rilevante, condurre un audit rapido della comunicazione aziendale sui canali digitali e fisici, e interloquire con marketing, legale e management con strumenti e linguaggio condivisi.



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